Il Racconto del Teatro

Il Racconto del Teatro #

Le dieci puntate del Racconto del Teatro che qui pubblichiamo furono registrate per Rai Radio 3 nel 1977 e trasmesse tra la fine del 1977 e il gennaio del 1978, sempre di sabato.

Il progetto inizialmente era più ampio e comprendeva quattordici o quindici trasmissioni, ma il loro numero fu ridimensionato a dieci. Le riproponiamo come file audio per non perdere la ricchezza di un percorso che oltre a essere narrativo, testuale, fu anche musicale e canoro, con molti strumenti suonati e incisi in sovrapposizione da Aldo Sisillo e Stefano Barnaba, con la voce di Manuela Parigi.

Il complesso delle storie raccontate, di grande suggestione poetica, dà un quadro completo delle azioni di Scabia negli anni Settanta, entrando appieno nel suo teatro “a partecipazione”, “dilatato”. Scorrono le sue commedie, le azioni con i ragazzi in Abruzzo di Forse un drago nascerà, il Laboratorio P nell’Ospedale Psichiatrico di Trieste con Marco Cavallo e con gli esiti successivi, Il Gorilla Quadrumàno e i suoi ritorni in vari territori, con la scoperta di Vera storia, poema sulla Resistenza nell’alta Valle del Secchia scritto da un merciaio ambulante, con la questione della relazione tra cultura popolare e cultura alta, con esperienze come il Maggio drammatico e la poesia creata dal basso. Prima dello sguardo alla commedia che lo scrittore stava rivedendo in quegli anni, Fantastica visione, con Teatro notturno incontriamo un brano di pura suggestione narrativa.

Queste trasmissioni, oltre a documentare con felice spostamento creativo un’esperienza teatrale unica, mostrano la complessità dei rapporti sociali e umani che furono alla base di quelle meravigliose azioni. Attraverso il riepilogo delle esperienze compiute aprono strade verso la nuova vena narrativa, che porterà, nei decenni successivi, Scabia a scrivere i romanzi del ciclo di Nane oca e di quello dell’Eterno andare.

Pubblichiamo qui di seguito un testo di Giuliano Scabia, che illustrava il progetto.

Il Racconto del Teatro, programma ideato e realizzato da Giuliano Scabia. Partecipazione musicale di Stefano Barnaba, Manuela Parigi, Aldo Sisillo.
Voce del racconto, trame sonore e regia di Giuliano Scabia.

1977 #

Tempo primo: Forse un drago nascerà – sabato 19 novembre
Tempo secondo: Il cavallo azzurro – sabato 26 novembre
Terzo tempo: Se ho un leone che mi mangia il cuor. Popolare è e rimane la maschera – sabato 3 dicembre
Tempo quarto: Viaggio con l’uomo selvatico. Il gorilla quadrumàno – sabato 10 dicembre
Tempo quinto: Vera storia – sabato 17 dicembre
Tempo sesto: Pubblico ascolta quel che ti descrivo – sabato 24 dicembre
Tempo settimo: La stalla di Fornolo e la poesia – sabato 31 dicembre

1978 #

Tempo ottavo: Il paese di Cuccagna – sabato 7 gennaio
Tempo nono: Teatro notturno – sabato 14 gennaio
Tempo decimo: Fantastica visione – sabato 21 gennaio

Giuliano Scabia, scrittore e regista, racconta per 3 ore il suo teatro con l’aiuto di tre musici. Il racconto del teatro è inteso nel senso letterale: teatro che diventa racconto. I tempi (come i tempi della commedia) sono dieci, e hanno per titolo Forse un drago nascerà, Il cavallo azzurro, Se ho un leone che mi mangia il cuor, Viaggio con l’uomo selvatico, Vera storia, Pubblico ascolta quel che ti descrivo, La stalla di Fornolo e la poesia, Il paese di Cuccagna, Teatro notturno, Fantastica visione.

Il racconto del teatro non è però rievocazione, bensì azione teatrale, commedia in dieci tempi, dialogo di Scabia con le persone e le immagini create o incontrate in questi anni. Racconto attraverso il mezzo elettrico come progetto di racconto incontro con le popolazioni con le quali Scabia spesso ha comunicato in semplici e complessi scambi teatrali e umani.

Nel racconto, che comincia con l’apparizione fantastica del Teatro Vagante (il carretto che Scabia spesso si porta dietro nei suoi viaggi teatrali), emergono i segni della storia di questi anni dal 70 al 77, riflessi e dilatati o intensamente fissati nello specchio immaginario di un teatro pieno di crocicchi, tunnel, capanne e caverne, boschi e strade, cucine di case e spazi apparentemente mai dal teatro percorsi o violati, manicomi, scuole piccole e grandi, dappertutto.